Video

Dino De Toffol è operatore video documentarista free-lance, dispone di attrezzatura digitale propria.
ALCUNE DELLE SUE PRODUZIONI – disponibili in DVD
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possono essere richieste direttamente all’autore.


bimbirennaTaiganà – gli ultimi “uomini renna” della Mongolia

Nel 1998 Dino De Toffol in collaborazione con David Bellatalla hanno realizzato per l’O.N.G. Crocevia di Roma un documentario etnografico sulla realtà dei “Taigana – gli ultimi uomini-renna” della Mongolia nord-occidentale, i quali, abbandonati a se stessi rischiano l’estinzione. Il filmato è stato presentato anche a Teleliguria-sud e Raiuno-mattina. Nelle remote regioni della Mongolia settentrionale ai confini con la Siberia, tra le montagne della provincia di Hovsgol vive il popolo della Taiga: i Taiganà. Meglio conosciuti con il termine mongolo di Tzaatan (uomini-renna), il gruppo nomade vive da tempi remoti nelle grandi vallate dei monti Altai, allevando le proprie renne e traendone nutrimento e sostentamento. Nel 1994, a seguito di una gravissima epidemia che ha colpito i loro animali, il popolo della taiga ha visto morire gran parte delle proprie renne. Una spedizione italiana ha raccolto la loro richiesta di aiuto e, assieme alla Croce Rossa della Mongolia e al Centro Internazionale Crocevia di Roma, ha iniziato a portare soccorsi alla piccola comunità. Il documentario racconta di questo popolo composto di sole 182 persone, della loro vita nomade nella taiga e della drammatica situazione nella quale attualmente oggi si trovano. Il filmato è stato realizzato con la collaborazione dell’Associazione Culturale SOYOMBO


Colombia - città perduteLusajiu – Popolo degli Dei della Sierra Nevada di Santa Marta (Colombia)

Nel 1991 per il Dipartimento di Etnografia dell’Università di Genova hanno realizzato un documento etnografico sulla realtà degli Indios della Sierra Nevada di S.Marta in Colombia: “Lusajiu – Popolo degli dei”. Il filmato è stato presentato alle trasmissioni: Jonathan/Canale 5 e Geo rai 3. “Prima di tutto c’era il mare, tutto era oscuro; non c’era il sole, la luna e neppure gli uomini, gli animali, le piante. Il mare era dovunque, il mare era la Madre. La Madre non era ne gente ne cosa alcuna. Ella era solo memoria e coscienza di ciò che sarebbe stato…” Questo antico pensiero Lusajiu, questa sorprendente concezione della propria esistenza, male si accompagna al nostro comune senso di “popolo primitivo” da molti utilizzato per individuare quelle popolazioni geograficamcnte e storicamente isolate dall’ antico continente. Ma molto difficilmente potremo noi, ‘fratelli minori”, capire a fondo il loro pensiero da “fratelli maggiori”. Davide Bellatalla, Dino De Toffol, insieme a Paolo Fiorini e Daniele Sigismondi compiono, tra il gennaio ’89 ed il marzo ’90, la prima traversata integrale della Cordigliera delle Ande raccogliendo una grande quantità di materiali e testimonianze che sono ancora oggi in fase di elaborazione. Dopo un primo tentativo di incontro con i Lusajiu nel corso della spedizione “Ande ’89” Bellatalla e De Toffol ritornano in Colombia nel febbraio ’92. Riescono ad ottenere il permesso di fermarsi dai capi religiosi e politici del villaggio e vivono con i Lusajiu per un mese. …”Noi abbiamo cercato fin dal primo giorno di vivere con loro e come loro, aiutandoli nel lavoro, mangiando il loro stesso cibo, evitando cioè, momenti di isolamento”… “Superata la diffidenza iniziale ci hanno accettato, non come antropologi ma come esseri umani”


bimbi_sottosuoloUlan Bator i bambini del sottosuolo

Durante i frequenti viaggi in Mongolia per documentare le popolazioni nomadi della Taiga. Dino de Toffol, nella capitale Mongola Ulan Bator, è venuto a contatto con questi “Bambini di strada” ed ha potuto constatare le penose condizioni in cui vivono. Opponendosi all’indifferenza dello stato e della gente, ha ritenuto doveroso documentare le loro condizioni di vita, nella speranza che qualcuno possa venire loro in aiuto. Dopo dieci anni dalla caduta del regime socialista sono sempre più evidenti le tracce lasciate dalla precedente dominazione russa che in questo paese ha spadroneggiato per 70 anni. Nella capitale mongola Ulan Bator, vivono circa un milione di abitanti, di cui il 70% è sotto i 30 anni di età. Attirati dalle nuove opportunità di lavoro, dal desiderio di denaro e dai prodotti e le comodità occidentali, per questi nomadi che da sempre hanno vissuto in centri minori o addirittura nella steppa a contatto con la natura ed i propri animali, l’impatto con la città diventa spesso traumatico e l’alcolismo è uno dei fattori determinanti del disagio, provoca litigi, divorzi e maltrattamenti all’interno del nucleo familiare. A farne le spese come al solito sono soprattutto i bambini. Sono circa 3000 infatti i bimbi abbandonati che vivono in maggior parte nell’underground della capitale. Provengono da famiglie molto numerose e sono costretti ad abbandonare i genitori e la scuola, spesso oltre alle percosse che ricevono, la famiglia non ha nemmeno il denaro sufficiente per pagare l’affitto e si trova improvvisamente sulla strada. I bambini per sopravvivere nella capitale, dove ne lo stato, ne la gente ha tempo di curarsi di loro, si rifugiano nel sottosuolo della città dove sfilando i tubi dell’acqua calda, possono ripararsi dal rigidissimo inverno che dura da ottobre a marzo, quando la temperatura raggiunge spesso -30°. I “bimbi del sottosuolo” così vengono chiamati, sistemano dei cartoni sui tubi che emettono calore, qui la temperatura raggiunge i 20°. Non uscendo dal loro rifugio nemmeno per i loro bisogni fisiologici, la puzza in questi ambienti è insopportabile, le condizioni in cui vivono sono al limite, e quando hanno fame frugano nell’immondizia nella speranza di trovare qualcosa.Dino de Toffol is a freelance documentary video artist working with his own digital equipment.
THIS SOME PRODUCTIONS – are available on DVD and can be obtained from the author.


bimbirennaTaiganà – The last Reindeer Herders of Mongolia

In 1998 Dino de Toffol, in cooperation with D. Bellatalla and the O.N.G. Crocevia of Rome, did an ethnographic documentary titled: “Taigana-the last Reindeer Herders of Mongolia”, a community abandoned after democracy’s advent in 1990 and which is now at risk of extinction. The docu. was shown on various Italian television networks such as Rai1, Rai3, Teleliguriasud, and Mongolian TV. In remote northern Mongolia, close to the Siberian border and among the mountains of Hovsgol province, live the people of the taiga: the Taigana – better known as Tsaatan or Dukha. They have lived since ancient times in the huge valleys of the Altai mountains and have been breeders of reindeer from which they get food and sustenance. In 1994, due of a very serious epidemic that hit their animals, the Taigana saw drastic numbers of them die. Dino de Toffol and David Bellatalla felt they needed to help them immediately, with the cooperation of the Mongolian Red Cross, the O.N.G. Crocevia of Rome and the Mongolian Cultural Association Soyombo in Milan. The documentary tells about the nomadic lifestyle of the 180 people living in the taiga and their dramatic situation. The film was realized with the cooperation of the Associazione Culturale SOYOMBO


Colombia - città perdute
Lusajiu – People of Gods from Sierra Nevada of Santa Marta (Colombia).

In 1991, in cooperation with the Ethnographic Department of Genova University, he did an ethnographic documentary about the Indios of the Sierra Nevada of Sta. Marta in Colombia: “Lusajiu-People of Gods“.The docu. was shown on Italian TV channels Rai3, Canale5.“Before everything, the sea only was existing, everything was dark; there was no sun, no moon and neither people, animals, and plants. The sea was everywhere, the sea was the Mother. The Mother was neither people nor anything else She was only the memory and the conscience of what would have happened…” This ancient thought of the Lusajiu, this surprising conception of their own existence, doesn’t go along very well with our common sense of “primitive people” used by many to identify those groups of people who are geographically and historically isolated from the old continent. But with difficulty, we, “minor brothers”, will be able to deeply understand the thought of the “major brothers”. Between January 1989 and march 1990, Dino de Toffol and David Bellatalla, together with Paolo Fiorini and Daniele Sigismondi, trekked through the Andes, starting in Tierra del Fuego (Argentina) and ending in Venezuela, collecting a huge quantity of videos and photos. After first attempting to approach the group of Lusajiu during the Expedition Andes ’89, Dino and David went back to Colombia in February 1992. They were able to obtain permission to live for a month with the Lusajiu from their religious chiefs… .”From the first day of our presence there, we were trying to live with them and especially like them, helping them in their daily work, eating the same food and avoiding periods of isolation from them”… “After a beginning of mistrust, they accepted us not as anthropologists only but as human beings”.


bimbi_sottosuoloUlan Bator the underground children

During his frequent trips to Mongolia for research as well as for providing aid to the Taigana, Dino got in touch with some of the 3000 children who live in the underground of the capital, Ulaan Baatar. Ignoring the indifference of the government and the general populace, he considered it a moral obligation to take his camera to document the living conditions and the everyday life of these children. He hoped to get the attention of whoever could help them. 10 years after the collapse of the socialist system, all over the east, the traces left by the Russians – who dominated Mongolia for 70 years – are still obvious. In the capital Ulaan Baatar live about one million people and 70% of them are under the age of 30. Attracted by new opportunities for work, easy money and western goods, people arriving from the countryside and small villages have a very difficult and often traumatic interaction with the city. Alcoholism is one of the worst factors that causes fighting, divorces and ill-treatment within families. As usual, children are those who pay the highest price. There are, in fact, more than 3000 children left by themselves, living mainly underground beneath the capital, where the hot water-pipelines run and provide them the heat that separates them from the outside freezing temperatures that last from October through March. These “underground children” do not go out of their refuge even for physiological needs; the stench is unbearable, and their living condition are based on survival; when their are hungry, they search for food into garbage containers. They usually come from families of up to seven people; they often have to leave parents and school because they are beaten. Often the family does not have enough money to pay the rent and suddenly all the members are out on the street. The government and the general populace seem to be quite indifferent to this situation, but fortunately there are some volunteers who try to take care of many of them.